L'arco di S.StefanoMartina Franca, balcone della Valle d'Itria, è ubicata sul più alto gradino delle Murge, a 431 mt. sul livello del mare, a uguale distanza dallo Ionio e dall'Adriatico. Pur essendo i primi nuclei insediativi risalenti al X secolo, l'atto di fondazione della città, opera del principe di Taranto Filippo I d'Angiò, data 1310. Perfetta simbiosi di civiltà diverse, il centro cittadino racchiude, in ogni suo angolo, un ricordo del passato che è storia, ma anche arte, folklore e tradizioni, tramandati con amore e spirito di conservazione. Pur richiamando alla mente una realtà temporale lontana, però, i suoi vicoli, le viuzze, le scalette accidentate e le finestrelle, svelano, nel contempo, una fisionomia strettamente attuale, dato lo stato di conservazione e il grado di vivibilità del centro storico.

 

via cavourSuperata la settecentesca porta di Santo Stefano, si palesa all'occhio del visitatore il Palazzo ducale, simbolo del potere dei Caracciolo, risalente alla seconda metà del XVII secolo, nella cui concezione si intersecano l'elemento rinascimentale, la cultura di stampo leccese e la maestria di esecuzione di impronta locale.

centro storicoTre delle sue stanze, rispettivamente la Sala dell'Arcadia, del Mito e della Bibbia, furono affrescate, tra 1771 e 1794, dal pittore francavillese Domenico Carella su commissione di Francesco III, signore dai gusti raffinati, imbevuto di ambizione e trionfi. Oltre a recare il segno dell'amore del Carella per la scenografia, per le prospettive insolite e per la luce diffusa uniformemente, tali affreschi rivestono, però, anche una particolare valenza storica, proponendo, non a caso, all'attenzione dell'osservatore una trascrizione per immagini di un'epoca che aveva una ricchezza e una vitalità rimaste senza riscontri nella storia di Martina.